⚠️ Quando un dettaglio tecnico diventa un rischio GDPR
Sembra un errore banale: un link rotto, una pagina che non si apre, un collegamento che rimanda alla home invece che all’informativa privacy.
Eppure, questi piccoli dettagli tecnici possono avere grandi conseguenze legali.
È il caso di un’azienda che di recente abbiamo acquisito come cliente. Subito abbiamo scoperto che nei form contatti e nella sezione newsletter del sito aziendale la dicitura “Dichiaro di aver letto l’informativa privacy” rimandava a pagine non funzionanti.
In un caso, il link portava a una pagina non trovata (404); in un altro, reindirizzava semplicemente alla home del sito.
All’apparenza, un errore tecnico.
In realtà, una non conformità GDPR che poteva tradursi in un reclamo o in una sanzione per mancata trasparenza verso gli utenti.
🔍 Il problema: mancanza di accesso effettivo all’informativa
L’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679 – GDPR è chiaro: chi raccoglie dati personali deve fornire all’interessato un’informativa accessibile, completa e consultabile prima della raccolta dei dati stessi.
In questo caso, però, l’utente non aveva alcuna possibilità di leggerla.
Ciò comportava una doppia criticità:
Violazione del principio di trasparenza (art. 5, par. 1, lett. a, GDPR);
Invalidità del consenso eventualmente espresso nei form.
In altre parole, anche se l’utente cliccava la casella “Ho letto l’informativa”, quel consenso non era giuridicamente valido, perché l’informativa non era realmente accessibile.
🧭 L’intervento del team Privacymprese®
Appena ricevuta la segnalazione, il nostro team legal ha attivato una verifica completa del sito web per mappare:
tutti i punti di raccolta dati (form contatti, iscrizioni newsletter, moduli di richiesta);
le informative collegate e i link presenti;
la coerenza tra testo informativo, finalità e base giuridica dichiarata.
Dopo l’analisi, il nostro team ha predisposto le indicazioni per informare l’impresa riguardo le correzioni che doveva fare sul sito web:
aggiornamento e standardizzazione dei testi informativi secondo le linee guida del Garante;
verifica e ripristino di tutti i link;
test funzionali per assicurare la corretta apertura dei documenti da ogni dispositivo;
🤝 Un supporto concreto e pratico
Abbiamo affiancato l’impresa aiutandola a capire:
che doveva aggiornare la procedura interna di pubblicazione dei contenuti web;
che era necessario responsabilizzare i fornitori esterni (agenzia web o IT) con un contratto di nomina a Responsabile del trattamento (art. 28 GDPR);
che era fondamentale stabilire una routine di verifica periodica dei link e delle informative per mantenere la conformità nel tempo.
In questo modo, l’azienda ha ottenuto una soluzione stabile, non solo una riparazione momentanea del problema.
✅ Il risultato: trasparenza, fiducia e conformità
Grazie all’intervento coordinato del nostro team legal, il sito del cliente oggi è pienamente conforme:
ogni form rimanda correttamente alla sua informativa;
i consensi raccolti sono validi e documentabili;
la comunicazione verso gli utenti è chiara e trasparente.
💡 Un risultato ottenuto grazie al Metodo Zero Pensieri, che unisce competenza normativa e praticità operativa, rendendo la conformità GDPR un processo semplice, gestibile e duraturo.
🎯 In sintesi: cosa insegna questo caso
Anche un errore tecnico può invalidare un consenso e generare non conformità.
I link alle informative devono essere funzionanti, chiari e accessibili prima dell’invio dei dati.
La collaborazione tra area IT e area legal è fondamentale per garantire la conformità complessiva.
Vuoi essere certo che il tuo sito rispetti le regole del GDPR?
Con il check-up di Privacymprese®, analizziamo form, informative e processi di raccolta dati per individuare eventuali rischi e metterti subito in regola.
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Scrivici: comunicazioni@soluzioni-azienda.it
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